Col passare dei giorni
il silenzio cresce piano,
come una stanza che si svuota
senza fare rumore.
E la distanza,
all’inizio quasi invisibile,
diventa strada, orizzonte,
qualcosa che si allunga
tra un pensiero e una risposta.
Ci si accorge così
che certe assenze
non arrivano all’improvviso:
si costruiscono giorno dopo giorno,
nel tempo che smette lentamente
di venirsi incontro.
Finirà il mio tempo,
finirà per sempre
e tu ricorderai
il breve passaggio
dove io sono stato.
Di questo sono certo,
tutto accadrà,
tutto passerà.
E forse un giorno
senza accorgertene
pronuncerai il mio nome
come si apre una finestra
in una stanza chiusa da anni.
Non resterà molto,
solo un’eco lieve,
un gesto imparato da me
che farai senza sapere
da dove viene.
Così si sopravvive:
non nel rumore,
ma nelle abitudini dell’anima
che qualcuno continua
senza saperlo.
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